In fermento – le birre agricole

mercoledì abbiamo partecipato ad un evento dedicato alle birre agricole al Volvo Studio di Milano, dov’ero già stata ad un incontro con Sadler

entrando abbiamo trovato i bicchieri pronti

Chiara di Volvo ha introdotto la serata

erano presenti due produttori; ha iniziato a parlare Gianluca di B2O

milanese emigrato a Caorle 5 anni fa

la birra agricola si differenzia per le materie prime usate in loco: il malto d’orzo cambia con il terreno, semi lagunare in questo caso

Gianluca aveva portato alcune delle sue birre

una American Pale Ale, una Blanche fatta con un loro frumento e una Honey Ale in stile anglosassone con un miele particolare della laguna

le sue birre sono in tutto 15

siamo passati poi alla Busa dei briganti

che ha un locale a Padova e la produzione sui Colli Euganei, dove il terreno è altamente minerale

Nicola ha salvato l’azienda di famiglia, che produceva barbabietola, cereali

convertendola a cereali per la birra tre anni fa. Per le birre agricole bisogna certificare che produci tu

le sue etichette sono 8. Sono passati da poco a un nuovo packaging, la lattina

un contenitore interamente riciclabile, più leggero nel trasporto, più schermante, con una chiusura più sicura

Nicola ha portato una Blanche con spezie aggiunte, coriandolo, scorze d’agrumi e pepe di Timut dal Nepal (un po’ di contaminazione!) e una American Ipa luppolata

terzo relatore Francesco Mattucci di Kitchen Suspension

con il suo libro “Instagram non è fotografia”

ci ha dato qualche dritta sull’uso dei social da parte delle aziende. Il contenuto deve essere sorprendente, come questo preparato ad hoc per la serata

in chiusura è stato fatto un confronto con la birra industriale in termini di minore pesantezza/maggiore genuinità

nella birra artigianale infatti l’alcool è più digeribile

e poi la degustazione

piacevole

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