Il culto della pizza e della pasticceria

ho raccontato di una bellissima serata al Lipen di Triuggio, una cena a quattro mani con Simone Padoan e il padrone di casa Corrado Scaglione, accompagnata da birre Chimay. Uscendo ci hanno detto che avrebbero organizzato a breve un altro evento con il maestro pasticcere siciliano Corrado Assenza. Seguo il Lipen sui social e appena è spuntata la locandina ho chiamato per prenotare: ho trovato la sorpresa della presenza anche di Massimiliano Prete, di cui non ho mai provato le pizze (oltre a Sestogusto a Torino ha Gusto Divino a Saluzzo, luogo familiare anche se oramai ci andiamo raramente)

al momento della prenotazione telefonica mi hanno detto che il menu non era ancora stato definito, ho “comprato a scatola chiusa”; qualche giorno prima il menu è stato svelato, un po’ criptico a dire il vero

è sempre bello incontrare dal vivo personaggi come Assenza. Il padrone di casa e i suoi ospiti ci hanno raccontato i piatti. La prima e l’ultima pizza sono state preparate con la base di Scaglione e il topping di Assenza. “Margherita… perdonami” nasce da un’idea di Assenza di omaggio all’icona della pizza: ciliegino ristretto, emulsione di mandorla al posto del latticino e profumo del limone candito. “Voglia d’autunno” è stata invece dedicata alla stagione e alla regione in cui ci troviamo: stracotto di manzo con fondo di cottura di midollo, crema di patate bianche di Oreno (con prezzemolo e aglio, da una ricetta di famiglia) e verdure di stagione – sedano appena scottato, ciuffi di cavolfiore e zucca

prima di passare alle pizze di Prete ci sono stati presentati gli abbinamenti con lo champagne, che possono essere per concordanza o contrapposizione: morbidezza del piatto e durezza del vino o viceversa. Con il limone candito e il carciofo (anticipando la seconda pizza) che sono ostici è stato proposto uno champagne morbido, vellutato, 80% Pinot meunier. Con le altre due pizze invece un Blanc de noirs, 100% Pinot noir

Prete ha proposto “Come una domenica a pranzo” con grano saraceno, besciamella e funghi trifolati alla Nino Bergese, cuoco nato a Saluzzo (sono andata a leggermi dopo la sua storia). Dopo la “Calamari e carciofi” su base mais e semi di girasole, con crema di topinambur, dolce per contrastare la tendenza amara del carciofo – il pesce richiama le sue origini salentine

in accompagnamento ai dolci siamo passati a una Barley wine, con una storia 100% inglese. Una birra intensa, di quasi 12 gradi, con sensazioni complesse. L’attuale produttore della birra dedicata al poeta scrittore morto nel 1928 ė il terzo. La produzione viene fatta a Londra. Abbiamo provato anche una ultra limited edition. Sono tutte millesimate anche per fare delle verticali, con la prima cotta in legno, cosa che non si fa più per la versione base. Passano 6 mesi in botti differenti di Tennessee Whisky Jack Daniels 2017

i dolci non ci sono stati (purtroppo) raccontati dal loro autore, ma direttamente al tavolo dai camerieri. Il primo: base nocciola, crema mascarpone panna zafferano, bergamotto rapa rossa e pesca sciroppati. Il secondo su base di biscotto integrale. Buoni ma tra tutto ho preferito la pizza di Prete con i funghi. Azzeccati gli abbinamenti con i due champagne

una bellissima serata! Speriamo che il Lipen ne organizzi presto un’altra con ospiti illustri

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