Lido 84, chef Riccardo Camanini

Lido 84 è uno tra i ristoranti di cui si sente parlare di più ultimamente, una stella Michelin, One to watch, da tenere d’occhio, per la 50 best. Ci siamo stati sabato sera a cena. Lo chef e il fratello Giancarlo che si occupa della sala non erano presenti, in viaggio per Singapore per la cerimonia dei 50 best appunto. Si trova a Gardone Riviera, in una splendida posizione, noi abbiamo mangiato nella veranda interna

il menu è prezioso nella sua semplicità che viene raccontata

prima di iniziare con il menu vero e proprio, abbiamo mangiato – rigorosamente con le mani – zucchine trombetta, “pomodoro su pomodoro” (pomodoro marinda con concentrato di pomodoro), cavolo rosso marinato con olive taggiasche e salvia in tempura con tagete

il pane e i grissini sono sfiziosi. Il pane cotto alla brace morbido all’interno e con una piacevolissima crosta croccante

altro fuori menu: crema di melanzane e mostarda di clementine, un abbinamento riuscito

abbiamo optato per “I classici” con l’aggiunta del piatto icona dello chef, la cacio e pepe in vescica e per il percorso di quattro calici, un Riesling delle Langhe 2017 Ettore Germano, un bianco bresciano Chardonnay, una Barbera del Monferrato Auriel e in chiusura un Massolino Moscato d’Asti 2018. Ogni vino ci è stato ben raccontato. Dimenticavo: il personale di sala è vestito in maniera casual con Adidas Stan Smith ai piedi, gli uomini

primo classico, totanetti alla brace con crema di broccoli e curry verde – buono

secondo classico, fusilloni con pistacchio, pomodoro marinda e basilico greco – cottura della pasta e condimento perfetti

terzo classico, riso giallo al mare con cozza in saor – ho apprezzato tutto ma questo piatto più di tutti gli altri. Un cuoco che ce lo ha raccontato – i piatti arrivano dalla cucina con chi li prepara – ci ha spiegato che viene cotto nella trippa di baccalà. Siamo condizionati dalla vista, da un risotto giallo non mi aspetto quel fantastico sapore di mare

quarto classico, pescato del giorno con miele, concentrato di pomodoro e zenzero. Non avevo mai sentito parlare del pesce dotto, semplice, perfettamente accostato alla sua salsa

e poi la mitica cacio e pepe in vescica. Ci era stato anticipato nella scelta del menu che la pasta sarebbe stata molto al dente e il piatto salato. Sul primo punto concordo, la pasta (di kamut) resta consistente. Mentre impiattava il cuoco ci ha raccontato che si usano vesciche di maiali femmine perché più elastiche. Le vesciche restano una settimana in acqua e aceto con tre cambi al giorno. Nota: due rigatoni vengono riportati in cucina, è l’unico caso in cui si assaggia dopo il cliente

quinto classico, la guancia di manzo brasata alla diavola che non ha nulla a che vedere con la piccante diavola, ma che deriva da una ricetta di Escoffier, a base di aceto e pepe, accompagnata da un puré di patate ratte. 1kg di burro per 1 kg di patate, da una ricetta di un altro padre della cucina francese, Robuchon

arrivati alla fine, ci è stato portato un piatto per i dolciumi: un torrone morbido porzionato davanti a noi, un “pongo” con arachidi anche lui spezzato in diretta e infine una sfoglia di mandorle, curcuma e sale grosso, il mio preferito dei tre

il sesto classico, un tripudio. Torta di rose cotta al momento con zabaione al Vov e limoni del Garda. E una sorpresa, gelato al latte di montagna. La torta di rose fantastica

insomma un’esperienza davvero appagante

http://ristorantelido84.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.