Weekend modenese

ci eravamo ripromessi di tornare a Modena in occasione di “è tempo di ciliegie”, la manifestazione dedicata al frutto simbolo di Vignola. E così è stato. Il weekend è iniziato con un favoloso pranzo alla Franceschetta – l’ho raccontato ieri

ci siamo poi spostati ai Poderi Fiorini a Savignano sul Panaro, un gradevole piccolo borgo medioevale. La gentilissima Cristina ci ha raccontato la storia della cantina della sua famiglia, che prima si trovava a nord di Modena e che ora è al confine con la provincia di Bologna. I loro vigneti sono su vari tipi di terreno, più sabbioso o pietroso, dando origine a diverse tipologie di vino

loro fanno anche vini fermi con il classico passaggio in barrique, ma la specialità della zona sono i vini frizzanti: oltre al Lambrusco anche il Pignoletto bianco, che abbiamo assaggiato per la prima volta. Ci è piaciuto, lo abbiamo comprato, così come il Lambrusco Grasparossa. Non abbiamo invece provato il Lambrusco di Sorbara, ma ce lo siamo portati a casa

per garantire la massima qualità e freschezza al prodotto, loro mantengono le uve pigiate a temperature molto basse e vinificano un po’ per volta nei mesi successivi alla vendemmia. Oltre ai vini c’è anche una piccola acetaia. Oramai ci consideriamo esperti in materia (scherzo ovviamente)

facendo due passi in più si arriva ad una torre, da cui si gode di una magnifica vista

ci siamo poi spostati a Vignola, un tripudio della tipica “moretta”, ma anche di duroni

non poteva mancare un passaggio dalla pasticceria Gollini, per una fetta della mitica torta Barozzi. Questa volta abbiamo anche comprato la loro composta di ciliegie e un vasetto di amarene Toschi, che ci mangeremo a casa con gelato e panna

una volta all’anno i magnifici giardini sospesi Galvani vengono aperti al pubblico. Un tesoro nascosto

arrivando e ripartendo da Vignola ci si imbatte nei frutteti

sabato sera abbiamo cenato a Modena, allo Stallo del pomodoro, in largo Hannover. Non mi ero mai accorta che vicino all’affollato Gruffin’s pub ci fosse anche un ristorante. Nulla di memorabile, ad eccezione di una deliziosa crostata, ovviamente di ciliegie

domenica siamo passati dal salumificio Leonardi, a Marano sul Panaro. Un trionfo di prosciutti di ogni tipo: abbiamo comprato quello di Modena e del contadino, uno strolghino di culatello e delle tigelle (mangiate la sera stessa)

siamo poi arrivati a Zocca, paese natale di Vasco Rossi, per lo spaccio del caseificio Rosola. Ci siamo portati a casa un pezzo di 24 mesi e uno di 30, preparati con il famoso latte delle vacche bianche modenesi. Conosco bene quel parmigiano, è quello usato all’Osteria Francescana. La strada per arrivare a Zocca è stretta e tortuosa, ma si viene ripagati dal paesaggio

ultima tappa del nostro weekend Sassuolo, nota per le ceramiche. Nasconde una meraviglia, la peschiera ducale. Nonostante il caldo ci siamo gustati dei primi locali, tortelli di zucca con pancetta, ravioli con le erbe e caramelle con ricotta e spinaci al Bistrot Baroque, nascosto in via Mazzini 180, trovato grazie a the Fork

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