Diario sesta settimana modenese (scritto domenica 24 febbraio)

novità nei pasti del personale, mercoledì a pranzo pasta al ragù – e non ai broccoli. Il mercoledì sera l’abituale minestrone – che non amo proprio. Anche l’odore mi dà fastidio. L’avanzo è stato poi frullato e arricchito di ricotta per condire la pasta di giovedì a pranzo… venerdì invece appetitosi spaghetti cozze (e sogliole) a pranzo e sabato sera una spettacolare cena asiatica, seguita da un dolce russo al miele, preparato da uno stagista statunitense di origini russe, buono, anche se meno sfizioso di gamberi, riso, ravioli e bao

nuovo arrivo tra gli stagisti, un giovane pugliese molto volenteroso e aperto

le giornate scorrono con una routine: lucidatura piatti, preparazione fiori di insalata, pranzo, ancora insalate e lavorazioni varie (anguille, foie gras,…), pausa, piatti, cena, lavorazioni varie. E il sabato le grandi pulizie

mercoledì nella pausa mi sono concessa un’appagante fetta di cheesecake con caffè americano da Keik, in via Canalino 51, la pasticceria in stile americano che mi aveva consigliato Luca. Il sabato ho invece provato il brownie. Venerdì sono tornata alla Torteria dedicandomi questa volta ad una meringata al limone

questo tipo di lavoro con i suoi orari si porta dietro anche un altro tipo di alimentazione rispetto al mio solito. Molti carboidrati sia a pranzo che a cena. E voglia di dolce nella pausa pomeridiana e di ritorno a casa la sera tardi

novità nella colonna sonora, David Bowie e Lucio Dalla. La parola che si sente di più in cucina è “dietro”, per segnalare il proprio passaggio ed evitare spiacevoli scontri

martedì sera nebbia fitta, tornando a casa non vedo quasi nulla. Strano. Di giorno la temperatura arriva anche a 18 gradi. Gli sbalzi di temperatura non sono mai mancati. In laboratorio in certi momenti fa caldissimo: brodi e fondi che cuociono, forni accesi… poi attraversi la strada per andare alla cucina principale e prendi freddo. O anche solo andando a prendere qualcosa nella cella frigorifera. E poi la lattuga si maneggia fredda, rimane in ammollo in acqua e ghiaccio. Anche per altre preparazioni si tengono a lungo le mani in acqua, quando ad esempio si lavano spinaci e poi si scottano, si raffreddano in acqua e ghiaccio e si strizzano per frullarli

la stanchezza si sta accumulando, non riposo sempre bene. Spesso mi sveglio di notte con il formicolio alle mani. Ho letto che può essere dovuto all’affaticamento. In effetti mani e braccia in cucina sono sempre in movimento. Nonostante cerchi di usare il più possibile i guanti e nonostante abbondanti dosi di crema, le mani sono segnate. Niente anelli in cucina e addio manicure per un po’! Così come niente trucco: fondotinta, ombretto e lucidalabbra non si consumano in questo periodo

la convivenza lavorativa può diventare pesante a momenti. La maggior parte di noi viene da fuori Modena, il lavoro è pesante, ci si interroga sul senso di questa esperienza e su quello che verrà dopo. E così si creano momenti di tensione. Cerco di superarli, non voglio incrinare i rapporti con nessuno. Con molte persone non avrò più nulla a che vedere finito questo periodo, ma voglio sopravvivere al meglio mentre sono qui

in realtà per le quattro prossime settimane cambierò routine, mi sposto infatti alla Franceschetta. Abbandonerò la lucidatura dei piatti e la preparazione delle insalate per un po’. Sarò più vicina a casa, il rientro la sera sarà meno pesante

in poco tempo si è creato un senso di casa. Non ho mai avuto attaccamento per il luogo dove vivo, ma torno volentieri ai miei spazi. Non sono più abituata al rumore di traffico, mi dà fastidio, peccato

domenica sono rimasta a Modena – gita a Vignola a cui ho dedicato un articolo. La sera ho provato un’altra pizzeria in zona, la Bella Regina Margherita, in viale Moreali 31. Ci sono passata davanti tutte le sere tornando a casa a piedi dalla Francescana

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